sabato 25 gennaio 2014

George Best: dribbling e drinking da Belfast a Hong Kong via Johannesburg, Brisbane, Los Angeles, ...

Maradona good
Pelè better
George Best, uomo di eccessi, eccesso di classe in campo, eccessivi eccessi fuori dal campo, è stato senza dubbio il più grande calciatore dell'Irlanda del Nord e probabilmente uno dei migliori quattro o cinque calciatori nella storia del calcio.

George nasce a Belfast il 22 maggio 1946 e inizia a dare i suoi primi calci nel Glentoran (squadra locale di Belfast). Nel 1961, Bob Bishop, talent scout del Manchester United, manda il seguente telegramma all'allora manager Matt Busby: "I think I've found you a genius".

Inizia la favola di George (the) Best. Numero 7. Ala destra. Difficile descriverlo meglio di così: "l'ala destra era un ribelle, un sognatore e un fuggitivo. Aveva la maglia numero sette sulle spalle fragili, portava i capelli lunghi o arruffati e i calzettoni abbassati, i suoi dribbling erano arte pura, elogio della malinconia, allegria e follia" (tratto da "Nostalgia dell'ala destra" di Darwin Pastorin).

Undici stagioni di Manchester United. Innumerevoli successi. Su tutti, una coppa dei campioni ed un pallone d'oro. Best diviene presto un campione, beniamino dei tifosi, leggenda sia dentro che fuori dal campo. E fuori dal campo, se possibile, riesce a distinguersi ancora più che dentro. In ordine sparso: belle donne, whisky, auto sportive, birra, bella vita, miss Canada, vizi, corse di cavalli, scommesse, notti brave, ecc.

George inizia la sua traiettoria discendente già negli ultimi anni di Manchester. Ma questo lo sanno ormai più o meno tutti. Ciò che è meno conosciuto sono gli anni calcistici immediatamente post Manchester di George Best.

Si narra di George Best bere tè in un locale di Hong Kong (forse in uno dei (pochi) tentativi di "dealcolizzazione"). Di George Best partecipare al terzo tempo della nazionale di rugby francese e risvegliarsi in un pub di Edinburgo a poche ore dalla partita del suo Hibernian. Di George Best aprire un locale in una spiaggia di San José (California). Di George Best in Sud Africa, Australia, Scozia e ancora Irlanda.

Ma ripercorriamo il suo vagabondare per il mondo in cerca di ingaggi, partite e contratti, spesso a gettone. Un globetrotter del calcio. Figura difficilmente immaginabile per quell'epoca.

Nel 1974 George lascia il Manchester United e si trasferisce in prestito al Jewish Guild, formazione sud-africana di Johannesburg. Sole cinque partite e qualche scorribanda notturna. George torna in Inghilterra, allo Stockport County. Tre partite, due goal e via di nuovo. Destinanazione: Los Angeles Aztecs, North American Soccer League. Qua, in America, George è la stella del campionato locale. Ma è difficile tenerlo fermo. Fra il 1975 ed il 1981, George alterna i suoi campionati americani ad alcune apparizioni in Gran Bretagna e Irlanda. Oltre agli Aztecs, milita nelle compagini americane dei Fort Launderdale Strikers e dei San José Earthquakes. Nei suoi ritorni "at home" calca invece i campi di Cork Celtic (Irlanda), Fulham (Londra, Inghilterra) e Hibernian (Edimburgo, Scozia). Nell'82-83 è il turno del Bournemouth (Inghilterra) oltre che di alcune apparizioni negli Hong Kong Rangers e nel Sea Bee, entrambe compagini del campionato di Hong Kong, l'allora colonia inglese in Cina. Ma non finisce qui, George Best vanta presenze anche in Australia, quattro partite ufficiali con i Brisbane Lions ed altre non ufficiali con gli Osborne Park Galaeb (South Australia). Per finire poi la sua carriera con qualche apparizione nelle serie minori inglesi fra le fila del Nuneaton Borough e del Tobermore United.

Irlanda del Nord - Inghilterra - Sud Africa - Irlanda - Stati Uniti - Scozia - Hong Kong - Australia. Anche questo era George Best.

Fonti:
The Guardian
Wikipedia

Lettura consigliata:
Noi che preghiamo George Be[lfa]st

Nessun commento:

Posta un commento